Articoli tratti da Ballet2000

Prix de Lausanne 2025

Prix de Lausanne 2025, un volo asiatico  
- Nato oltre cinquant’anni fa, il Prix de Lausanne resta il più importante concorso per giovani danzatori (dai 15 ai 18 anni), soprattutto per la qualità dei premiati, che si ritrovano ai massimi livelli della danza mondiale, spesso partiti proprio da qui grazie alle borse di studio in scuole prestigiose che costituiscono il vero Premio, al di là delle medaglie. Anche nel febbraio 2025, l’evento si è svolto sulla scena del Palais de Beaulieu di Losanna, in Svizzera

Le edizioni del Prix de Lausanne si succedono, ma non si assomigliano mai. Fa eccezione la qualità elevatissima dei vincitori, che resta costante. La giuria, composta da artisti di fama internazionale e presieduta da Laurent Hilaire – già étoile dell’Opéra di Parigi e oggi direttore del Balletto Nazionale di Baviera – ha dovuto selezionare i 20 finalisti tra gli 85 partecipanti che hanno seguito la settimana di lezioni e prove, e infine individuare i 9 vincitori.
Il più apprezzato dalla giuria è stato un sedicenne coreano, YounJae Park, allievo di una scuola di Seoul, brillante nella sua variazione aerea da Flammes de Paris, balletto atleticamente russo malgrado il titolo.
Altri quattro vincitori asiatici hanno ottenuto borse di studio (per una delle 37 scuole partner) o contratti d’apprendistato (in una delle 38 compagnie partner). La cinese Hanxi Wang, la cui Raymonda si distingue per delicatezza e sensibilità musicale; la sudcoreana Bogyeong Kim, la cui espressività ha trasformato la variazione contemporanea; e i due giapponesi Hono Hamasaki (15 anni), leggera come l’aria in L’Éveil de Flore, e Shinnosuke Yasuumi (18 anni), davvero notevole in Groovin’, variazione contemporanea affrontata con grande energia, anche se la sua piccola statura potrebbe porre dei limiti.
La giuria ha privilegiato le sue qualità artistiche e tecniche rispetto alle prospettive d’impiego, in un’epoca in cui si tende a preferire danzatori sempre più slanciati.
Che questa forte presenza asiatica – giapponese, coreana e cinese – con 14 finalisti su 20, possa sorprendere, è comprensibile, come ha riconosciuto lo stesso Laurent Hilaire, che ha però rifiutato l’espressione “predominio asiatico”: la danza non conosce confini; e come per il vino, anche per i concorsi ogni annata è diversa.
A completare il palmarès, tre statunitensi e un britannico; da notare Hector Jain (18 anni), allievo dell’Académie Princesse Grace di Monaco, impeccabile nel manège del Principe Désiré, e Jakob Wheway Hughes (17 anni), che si è fatto applaudire per i tours e i petits battements del Grand pas classique.
Ma le nove borse di studio non sono l’unico scopo del concorso: vi si aggiunge per tutti una settimana di lavoro (lezioni, coaching, prove) sotto la guida di grandi maestri come Élisabeth Platel, Monique Loudières, Joel Carreño, Federico Bonelli. E, per i non premiati, la partecipazione al “Networking Forum”, dove hanno potuto incontrare una cinquantina di direttori di scuole e compagnie.
Jean Pierre Pastori - BALLET2000 n. 300

-